Quali materiali sono preferibili per la stampa di prototipi resistenti e di precisione?

La prototipazione 3D rappresenta una tecnica molto recente, e di conseguenza i materiali evolvono in continuazione spinti degli dagli studi e dalle scoperte che si susseguono con una certa frequenza; non bisogna dimenticare, infatti, che ciascuna casa costruttrice sviluppa tecniche differenti, che a loro volta presuppongono l’utilizzo di materiali diversi. Non è un caso che la classificazione delle tecniche di prototipazione rapida nell’ambito della manifattura digitale si basi sulla natura dei materiali che vengono utilizzati, e in particolar modo sul diverso stato (solido, liquido o in polvere) degli stessi.

Le stampanti 3D basate su tecnologia PolyJet  ricorrono, per esempio, a fotopolimeri trasparenti, o con  una consistenza gommosa o altri ancora che  presentano il vantaggio di essere biocompatibili. Essi, inoltre, permettono di avere dettagli molto fini, e quindi prodotti finali a dir poco realistici che possono essere impiegati sia in ambito manifatturiero che nel settore medicale o odontotiatrico.

La stampanti 3D economiche, come Makerbot, utilizzano prevalentemente PLA (Acido polilattico) una termoplastica biodegradabile che permette la realizzazione di prototipi con una buona finitura superficiale e una notevole precisione grazie ad una risoluzione che arriva fino a 100 microns.
Le stampanti 3d economiche basate su stereolitografia laser, per esempio la Pegasus di FSL, utilizzano resine liquide o materiali castable in grado di realizzare prototipi con un dettaglio ancora più elevato. Queste stampanti sono particolarmente apprezzate nella gioielleria.

Per una stampante 3Stratasys FDM, invece, la soluzione più indicata è quella rappresentata dalle termoplastiche,  alcune delle quali sono in grado di offrire prestazioni elevate anche ad alte temperature. La termoplastica, in particolare, viene usata per la creazione di parti resistenti che devono mostrare caratteristiche di stabilità nel tempo, ma al tempo stesso devono risultare ripetibili e precise. Ecco, quindi, che si può dare vita a prototipi e modelli concettuali, ma anche a parti finite e utensili. Tra i materiali più noti in questo senso si segnalano ULTEM 1010, PC, PPSF/PPSU e ULTEM 9085 ad alte prestazioni.

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